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Mercoledì 7 Agosto 2019 - 144ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:04)

Al termine della discussione di mozioni sulla TAV Torino-Lione, l'Assemblea ha approvato le mozioni nn. 153 (testo 2) del PD, 156 della sen. Bonino, sostenuta da 9 parlamentari di Leu, Aut, Pd e Misto, 157 (testo 2) di FdI e 162 (testo 2) di FI. La mozione del M5S è stata respinta.

Le mozioni approvate affermano la valenza strategica dell'opera. Nello specifico, la mozione del PD n. 153 (testo 2), illustrata dal sen. Margiotta, impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria TAV Torino-Lione. La mozione n. 156 della sen. Bonino e altri, illustrata dal sen. Nencini (Misto) e sostenuta da 9 parlamentari di Leu, Aut, Pd e Misto, chiede al Governo di proseguire nelle attività amministrative finalizzate alla realizzazione dell'opera e in particolare della sezione transfrontaliera e del tunnel di base del Moncenisio dando attuazione a quanto già previsto dalla normativa vigente e dagli accordi stipulati dall'Italia in sede internazionale. La mozione n. 157 (testo 2) di FdI, illustrata dal sen. De Bertoldi, impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa necessaria a scongiurare che l'Italia incorra in inevitabili effetti penalizzanti e dannosi, che deriverebbero sia dall'emergere di profili di responsabilità contrattuale per inadempimento o ulteriori ritardi esecutivi rispetto agli impegni assunti, sia dalla mancata realizzazione di un'opera infrastrutturale strategica per lo sviluppo economico nazionale. La mozione n. 162 (testo 2) di FI, illustrata dai sen. Pichetto Fratin e Saccone, impegna il Governo a dare piena attuazione all'accordo ratificato dal Parlamento italiano (legge n. 1 del 2017), confermando la valenza strategica della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione in termini economici e occupazionali. È risultata preclusa la mozione n. 159, illustrata dalla sen. De Petris (Leu), e sostenuta da 7 parlamentari dei Gruppi Misto e M5s, che chiedeva al Governo: di bloccare le procedure di appalto, revocando i membri italiani del consiglio di amministrazione del promotore italo-francese dell'opera TELT e nominandone di nuovi; di trasferire le risorse sul trasporto ferroviario regionale, sulle tratte dei pendolari e sul trasporto pubblico locale; in subordine, di bloccare l'allineamento temporale del lavori di realizzazione della tratta transfrontaliera all'effettivo avvio dei lavori di realizzazione da parte francese della loro tratta nazionale. La sen. Pirro ha illustrato la mozione n. 152 di M5S, sottoscritta dal sen. Cerno (PD) che, partendo dal presupposto che il progetto è obsoleto e presenta gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale e ambientale, chiede che il Parlamento si pronunci per la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione e disponga una diversa allocazione delle risorse stanziate per il finanziamento della linea affinché siano successivamente destinate a opere pubbliche alternative, maggiormente utili e urgenti, sul territorio italiano.

Al termine della discussione, alla quale hanno preso parte i sen. Perosino, Maria Alessandra Gallone, Maria Rizzotti (FI), Laus, Anna Rossomando (PD), Martelli (Misto), Ruspandini (FdI), Marzia Casolati (L-SP) e Airola (M5S), il vice ministro dell'economia e delle finanze Garavaglia, ribadendo la posizione della Lega, da sempre favorevole all'opera, si è espresso a favore delle mozioni che ne promuovono la realizzazione. Di contro, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Santangelo, nel sottolineare di intervenire a nome del Governo, si è rimesso all'Assemblea.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Julia Unterberger (Aut), Emma Bonino (Misto), Loredana De Petris, Errani (LeU), Ciriani (FdI), Marcucci (PD), Romeo (L-SP), Malan (FI), Patuanelli (M5S) e, in dissenso dal Gruppo, Cerno (PD). La sen. Bonino non parteciperà al voto della mozione di M5S, stigmatizzando pesantemente l'atteggiamento delle opposizioni, che darà a Salvini il pretesto di presentarsi come dominus assoluto dell'Esecutivo e ai 5 Stelle la possibilità di parlare di "inciucio Lega-opposizioni". La sen. De Petris (LeU) ha dichiarato voto favorevole a entrambe le mozioni NO TAV, criticando l'incoerenza dei senatori di M5S, la cui unica paura è che il Governo possa cadere. Il sen. Errani (LeU) ha annunciato la non partecipazione alle votazioni, evidenziando che la rottura politica all'interno della maggioranza non è più risolvibile. Dello stesso avviso il sen. Ciriani (FdI), che ha parlato di situazione tragi-comica invitando il ministro Toninelli a dimettersi: l'unica preoccupazione del M5S è quella di difendere posizioni di potere. Di teatro dell'assurdo ha parlato il sen. Marcucci (PD): quella del PD è una ferma condanna nei confronti dell'operato dell'Esecutivo; M5S è il principale responsabile del blocco del Paese e non è riuscito a mantenere nessuna delle tante promesse elettorali. Il sen. Romeo (L-SP) ha rivendicato la coerenza del suo Gruppo: la TAV non è mai stata in discussione; il Paese deve andare avanti e un passo indietro comprometterebbe in maniera irrevocabile la credibilità del Governo, che ha confermato la realizzazione dell'opera, e soprattutto del Paese Italia. Secondo il sen. Malan (FI), FI è l'unica forza politica ad aver sempre espresso una posizione chiara in tutte le sedi. Il sen. Patuanelli (M5S) ha richiamato la centralità del Parlamento cui spetta il potere di decidere e ha invitato gli alleati a lasciare che siano le opposizioni a regalare soldi alla Francia: i fondi siano dirottati su altre opere. Il sen. Cerno (PD), ribadendo un no convinto alla TAV, ha attaccato il proprio partito che con il suo voto ha concesso una sorta di fiducia al Governo.

(La seduta è terminata alle ore 12:38 )

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